Rosso e Lupo

regia di Katiuscia Favilli
con Cristina Abati e Matteo Bennici
composizione musicale originale di Matteo Bennici
luci e scena di Marco Santabrogio e Siani Bruchi
oggetti di scena prodotti da Eva Sgrò
progetto grafico a cura di Neo-Studio
produzione FOSCA

Da secoli i lupi che corrono nei boschi di tutto il mondo uno a fianco all’altro sono due: uno in carne, ululato e ossa e l’altro etereo e immaginifico, amico e figlio delle tenebre, addomesticato da santi, animale psicopompo, simbolo di voracità e crudeltà. Impregnato più di fragilità umane che animali.

Il Lupo delle fiabe nasce sulle orme di questa seconda figura: rappresenta l’oscuro, il male, non però qualcosa di chiaramente orribile da cui scappare.

E’ la rappresentazione metaforica della paura verso qualcosa che si reputa oscuro ma che seduce.

La paura che si desidera provare:la stessa di quando bambini scendevamo le scale di una cantina buia per sentire il brivido dell’ignoto correre lungo la schiena.

La paura è un’emozione importante ed è importante avere la capacita di riconoscerla e gestirla: nasce di fronte alle esperienze nuove, alla necessita di superare i propri limiti, alla sperimentazione delle proprie capacità e alla conoscenza del mondo ignoto.

La scena ispirata a Cappuccetto Rosso è un meta-racconto di una storia che diventa atto magico di evocazione durante il suo narrarsi. E’ però un atto incompiuto perchè l’attrice si scontra con la memoria che di per se è volubile e cambia i ricordi: quindi sbaglia, inciampa nelle parole, perde il filo, mischia storie diverse. Le storie della sua vita.

ROSSO e LUPO è una messa in scena di teatro di figura e attore la cui drammaturgia è nata in dialogo con bambini/e e ragazzi/e di età molto diverse durante circa due anni di laboratori sull’archetipo del lupo.

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