OrO

Oro è un progetto di ricerca. Una ricerca scenica che passa dalla trasformazione.
L’Oro può essere trovato, non creato. Appare forse dopo una profonda metamorfosi.
E’ raro, denso, duttile. E’ pressoché incorruttibile. La trasformazione della materia in oro, nel processo alchemico passa dalla frantumazione, dall’oscuro che porta alla preziosità. Ma oro non è una condizione di privilegio, appartiene e si cela anche nei luoghi più impensati e nascosti, è pulviscolo nell’aria, è interiorità aperta, è attiva passività.
Due corpi e scavano, setacciano, distinguono, selezionano, cercatori di un’azione che possa rivelare qualcosa di perfetto, semplice, incorruttibile, puro come l’oro.
Si lasciano possedere da figure antropomorfe, strane dee, buffe creature, astratte e carnali, non c’è inizio né fine, non c’è una soluzione ne’ una formula magica.
Sono presenze sospese, prima del dissolversi, in bilico come funamboli, appena di ritorno dalla selva oscura.
Hanno la forza che spalanca la bocca del leone, la leggerezza delle camminatrici del cielo.
In quell’infinito presente nel quale tutto è.
OrO è un congegno non fissato, la sequenza sarà sempre diversa, diversi i passaggi e gli incontri relazionali. Ci sono forme e figure ormai diventate “famiglia” e che tornano a fare visita più e più volte, ma legate da una logica-non logica, che si può compiere solo nel momento, in una relazione di abiti, corpi, voci, musica dal vivo, luci che seguono l’estemporaneo disegno di questa danza, un lavoro di singolarità condotto dalla stessa ricerca, quella dell’oro.
Un’azione che non si occupa del principio di rappresentazione ma piuttosto del principio di manifestazione e di come questa manifestazione sia in relazione con l’ascolto.

CREDITS

di e con Cristina Abati Angela Burico
produzione FOSCA
con il sostegno di: Spazio K/Kinkaleri, MAD Murate Art District

Torna su