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FIT 2020 SPAZIO

___VISIO

LA CACCIA
Concerto per uccelli per quattro interpreti
di Walter Marchetti – mise en éspace

con Cristina Abati, Daniela Fantechi, Chiara Saccone, Luisa Santacesaria
a cura di Marco Baldini

evento su prenotazione con posti limitati – prenotazioni@fosca.eu[/az_column_text]

[az_divider div_type=”thin-solid-div”][az_column_text]VEN 04 h 19.30
Giardino dell’Orticoltura, Via Vittorio Emanuele II, 4 – Firenze[/az_column_text][az_divider div_type=”thin-solid-div”][az_column_text]

LA CACCIA
da Arpocrate seduto sul loto

Walter Marchetti

Alla fine degli anni ’50, Marchetti fu in grado sia di formalizzare un obiettivo più critico nei confronti della consolidata lingua franca e ideologia assolutista dell’avanguardia musicale sia di espandere il senso della prassi artistica, in linea con una valutazione etica e sottilmente politica dell’esperienza estetica. Marchetti è stato ispirato dalla poetica dell’indeterminatezza di Cage e successivamente ha creato, attraverso una stretta e indissolubile associazione con Juan Hidalgo e José Luis Castillejo, una forma originale e de-ritualizzata di musica d’azione che ha portato nel 1964 alla nascita del gruppo ZAJ. L’opera di Marchetti si basa, a livello procedurale, su una risoluta disfunzione dei codici musicali e impone questo atto come una mimesi inversa dello statuto metodologico della composizione musicale. Vale a dire, non un “degré zero de l’écriture”, ma la sua “inversione”; non una “negazione dello stile”, ma “uno stile di negazione”. In questa prospettiva, l’opera di Walter Marchetti condensa uno dei rari esempi di radicalismo estetico consapevolmente esteso alla poetica della musica.

Gabriele Bonomo,
Dalle note di pubblicazione della seconda edizione di Antibarbarus (Alga Marghen, 2016)

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La Caccia (1965) è uno dei (molti) lavori iconici di Walter Marchetti (1931-2015), compositore, artista e figura emblematica del movimento Fluxus in Italia. La caccia fa parte di Arpocrate seduto sul loto, sorta di raccolta spuria di testi e partiture.  La caccia è una composizione per richiami e risonatori per uccelli suonati da quattro performer che eseguono il brano seguendo una schema definito previsto dal compositore (di fatto una vera e propria partitura). Il pezzo contempla la possibilità di due differenti realizzazioni: una versione da eseguirsi in uno spazio chiuso e una in uno spazio aperto. Quest’ultima sarà quella che verrà eseguita nel Giardino dell’Orticultura.

A cura di Marco Baldini e Fosca.

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FIT 2020 SPAZIO

programma completo

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